Il Palazzo Gabrielli domina con la sua grandiosità Piazza Umberto I.

L’attuale fabbricato è stato innalzato su quello di modeste dimensioni appartenuto alla famiglia Massimo e precedentemente ai Conti di Ceccano. Una volta acquistato dai Gabrielli, questi lo ampliarono conferendogli dignità principesca secondo lo stile barocco- rococò in voga nel XVIII secolo. I lavori iniziarono nel 1760 e l’architetto incaricato dal Principe Angelo Gabrielli fu il romano Costantino Fiaschetti. L’impianto attuale del complesso è a pianta rettangolare con quattro massicci torrioni angolari. Il tutto ripete la tipologia cinquecentesca del castello-fortezza nel quale il senso della fortificazione prevale su quello dell’abitazione. La facciata principale misura circa 36 metri, mentre i lati, uno dei quali si affaccia su Piazza Umberto I si allungano per 30 metri. Al palazzo si accede attraverso una elegante scalinata di 10 gradini molto bassi separata da Piazza Umberto I da un cancello di ferro, di recente fattura. Il cortile antistante il palazzo comunica con il piazzale della chiesa di Sant’Agata (oggi piazza XI Febbraio) per mezzo di un cancello di ferro finemente decorato. Il Palazzo è alto più di 20 metri e, non tenendo conto delle fondamenta oggi occupate dagli scantinati, sorge su tre piani. Nei prospetti una doppia fascia marcapiano stacca la parte basamentale, che assume l’aspetto di un muro di cinta, da quella sovrastante. Tutte le finestre, molto semplici, sono modanate da una esile cornice di pietra. Il portale di ingresso è in pietra levigata; gli stipiti sono sormontati da un architrave rettilineo su cui sono posti tre scudi con tre diverse corone. Al centro è lo scudo della famiglia Gabrielli su cui spiccano tre globi crociati e una mezzaluna crescente. A sinistra di chi guarda si trova uno scudo diviso in due parti uguali: nella prima metà è riprodotto lo scudo dei Gabrielli; nella seconda, invece, è rappresentata l’aquila napoleonica. Nel suo insieme questo scudo indica che la famiglia Gabrielli, durante l’occupazione francese di Roma, s’imparentò con la famiglia napoleonica. A destra di chi guarda si trova un altro scudo anch’esso diviso in due parti: nella prima parte c’è un gallo vittorioso che canta e che calpesta un lungo serpente; nel secondo partito dello scudo è rappresentata l’aquila napoleonica. L’intero scudo indica il passaggio per eredità del palazzo dalla famiglia Gabrielli ai Del Gallo anch’essi imparentati con i Bonaparte. La visita al palazzo si limita al cortile interno, con un puteo addossato alla parete di fronte che convogliava le acque piovane in una cisterna sotterranea. Intorno al cortile si aprono alcune porte che immettono negli spazi di servizio. Entrando dal portone il visitatore è accolto da un fitto colonnato dal gusto settecentesco. Al lato destro si apre una scala che comunica con i piani superiori: al secondo piano era la residenza signorile, al terzo piano un tempo abitava la servitù. Nei due piani sono sistemate circa 50 stanze tra piccole e medie.