Nel centro storico, lungo Via Roma troviamo la Chiesa di San Nicola, di stile Romanico.

La Chiesa di San Nicola, in stile Romanico, è ubicata entro le mura castellane dell’antico borgo di Prossedi. Costruita nel XIII secolo in prossimità della prima cinta muraria presentava un orientamento opposto a quello attuale; ciò è infatti dimostrato dalla collocazione sulle pareti laterali di due piccoli rosoni in tufo peperino, oggi chiusi. I primi documenti che citano la Chiesa di San Nicola risalgono al 1328/1329, quando Prossedi era feudo della famiglia dei Conti De Ceccano. Nel corso degli anni si arrivò a trascurarla così che nel 1846 il vescovo della diocesi di Frosinone, decise di emettere un decreto di chiusura al culto poiché essa, adibita ormai a stalla, rischiava di crollare. Nel 1900 il vice parroco don Salvatore Baldassarra grazie alle risorse economiche del principe Placido Gabrielli e della popolazione prossedana riuscì ad avviare i lavori di restauro che interessarono prevalentemente la copertura della chiesa. Nella prima metà del 1902 la chiesa venne riaperta al culto. La facciata della chiesa s’impone all’osservatore per lo splendore e la mole del portale trecentesco in pietra calcarea, scolpito con molta cura. La cimasa è adornata con motivi a fogliame; ancora a fogliame è decorata tutta la parte superiore del portale poggiante su capitelli composti di forma gotico-cistercense, impostati su colonnine spezzate con rilievo sagomato al centro. Lungo l’apertura a sesto ogivale vi sono decorazioni floreali intervallate da tre figure antropomorfe: una donna ed un angelo in preghiera ed il committente dell’intera opera. Lungo gli stipiti gravano le mensole ornate a fogliame. Il portone d’ingresso è sormontato da un bassorilievo in legno policromo raffigurante S. Nicola in abiti vescovili. Sulla facciata, al di sopra del portale regna un nobile rosone ad archetti intrecciati, con otto colonnine, di cui quattro tortiti e quattro lisce centrate su di una rosa. Tale rosone del XIV secolo, molto simile per forma a quello della Chiesa di San Nicola in Ceccano, illumina la piccola chiesa assieme a strette monofore arcuate sul fianco destro. L’interno della chiesa è ad aula unica di forma rettangolare. La zona presbiteriale è sopraelevata rispetto al piano della chiesa e per raggiungerla bisogna percorrere una scalinata delimitata da una balaustra in marmo, realizzata con colonnine tortili e lisce sormontate da capitello ionico. La copertura con travi e laterizi a vista, è sostenuta da arcate ogivali nella parte iniziale e nella zona absidale da due campate costituite da volte a crociera. A destra dell’altare vi è la tela di “Maria Santissima Avvocata Nostra”, meglio conosciuta come “Madonna di Vicovaro” venerata a Prossedi con particolare devozione. A questa Immagine è legato un evento particolare: nel luglio 1863 a Vicovare, in provincia di Roma, la sacra immagine di Maria Santissima mosse gli occhi. In quegli anni si trovava a Prossedi il sacerdote senese Don Gaspare Olmi che, spinto dall’amore filiale verso la Madre di Dio, volle andare a venerarla a Vicavore. L’immagine di Maria gli piacque così tanto che, preso un pittore dalla vicina Roma, fece fare una copia per portarla con sé a Prossedi. L’immagine sarebbe stata subito esposta nell’antica chiesa di San Nicola. Il 6 giugno 1864, davanti ad alcuni fanciulli che pregavano nella Chiesa, l’evento miracoloso si replicò anche a Prossedi; le campane suonarono a festa e tutta la popolazione accorse per assistere al prodigioso evento. In data 31 Maggio 1964 Sua Santità Paolo VI concedeva la facoltà di poter incoronare con corona d’oro l’immagine di Maria SS. Avvocata Nostra venerata nella chiesa di San Nicola.